Ritratto di annibale Barca
la battaglia del Trasimeno
Niccolo Circignani detto il Pomarancio
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La seconda guerra punica tra cartagine e Roma è iniziata da due anni (219 a.C.).
Il generale Cartaginese Annibale Barca, il più grande condottiero del suo tempo, sta scendendo l'Italia (via Pirenei ed Alpi) alla guida di una eterogena armata di circa 50.000 uomini, 9.000 cavalli e 37 elefanti.
L'armata che originariamente era composta da Africani (Cartaginesi, Numidi, Libici e Moreschi) lungo la lunga marcia era stata ingrossata con l'arrivo prima degli Iberici (Balerai, Guaschi ed Asturi), poi dei Celti ed infine dei Liguri e degli Insubri (gli abitanti della valle dell'Insubria in zona Varese).
Sconfigge le armate Romane sul Ticino e sulla Trebbia ... marcia su Roma (o meglio finge di...).
Gli elefanti, gli antenati dei moderni carri armati, con cui aveva attraversato le Alpi sono ormai morti.
Passa l'Appennino e risalendo l'Arno ferma i suoi uomini, che a causa della peste si erano ridotti a 40.000, sulle colline tra Monte Gualandro e Montigeto in prossimità dell'attuale Tuoro sul Trasimeno.
A braccarlo dalla Val di Chiana ci sono le milizie del Console Caio Flaminio.
I Romani sono forti di circa 25.000 uomini e quindi sono in netta inferiorità numerica.
I Romani si erano accampati sui "Montes Cortonenses" tra Cortona ed il Trasimeno.
E' il 24 Giugno 217 a.C. ed il Console Caio Flaminio, convinto che Annibale fosse ancora ad almeno un giorno di marcia dal Trasimeno, decide muovere verso nord per ricongiungersi alle truppe del Console Servilio che scendevano da Rimini.
Costeggia il lago e punta deciso ad attraversare la valle che dal Borghetto porta a Tuoro senza usare particolari precauzioni, ovvero senza verificare cosa ci fosse sui colli.
Le milizie Romane si mossero snodandosi per oltre un chilomentro praticamente in fila indiana per una strada, ancora oggi chiamata il Malpasso.
La classica nebbia che avvolge il lago c'era allora come oggi ed Annibale attaccò dall'alto con la cavalleria senza pietà.
L'esercito romano si trovò subito con il fianco sinistro totalmente scoperto e con la fuga bloccata dai canneti del Lago Trasimeno ... e fu un massacro.
Oltre 16.000 legionari morirono ed il torrente che passa per la valle dal quel giorno cambiò nome in Sanguineto.
Per le armate romane fu una delle battaglie con il più alto numero di morti, terza sola alla disfatta con oltre 50.000 perdite di Canne, sempre ad opera di Annibale, ed al massacro di 25.000 legionari nella Foresta Nera tedesca, ma questa è un'altra storia.
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